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Da sede delle Poste a sede di Pagine Sì!: PalaSì per la comunicazione senza limiti

Da sede delle Poste a sede di Pagine Sì!: PalaSì per la comunicazione senza limiti

Di In Cronostoria Il 22 giugno 2017


Era il 17 luglio 1923 quando, lungo la tratta ferroviaria che da Roma portava a Terni, Re Vittorio Emanuele III viaggiava alla volta della nostra cittadina umbra, per quella che si sarebbe dimostrata una giornata epica all’insegna del ricordo e della rinascita.

Sin dal suo arrivo a Terni fu subito accolto dalle autorità locali e da personaggi illustri, quali l’architetto Cesare Bazzani, nonché dai cittadini in festa: la sua prima visita fu a piazza Tacito, dove pose la prima pietra per il monumento in memoria delle 300 vittime ternane della Grande Guerra (oggi situato presso l’ingresso dei giardini pubblici de ‘La Passeggiata’).

Mosse, poi, alla volta dell’attuale piazza della Repubblica; qui, nel vuoto lasciato dalla Chiesa di San Giovanni Decollato, durante una cerimonia ufficiale Re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra per l’erigendo Palazzo delle Regie Poste e Telegrafi (progettato dal Bazzani stesso), alla quale seguì la posa della pergamena in ricordo anche della strage dei Banderari:

“In memoriam sull’area che vide la strage dei banderesi e, per quattro secoli, portò salda e vigorosa l’orma dei fratelli della morte che avvolti in gramaglie ai reclusi in secrete porgean, confortando il tragico messaggio dell’imminente supplizio oggi nei trionfi radiosi della vittoria italica ai messaggi della vita e de l’agile pensiero più alte mete alenanti consacrandosi l’inizio di più degna e decorosa sede per le mani auguste di Re Vittorio Emanuele III il dì 17 luglio 1923 fu gettata la prima pietra dell’erigendo edificio per le poste e telegrafi plaudenti il popolo, i magistrati, e le milizie dell’armigera e industre Interamnia”.

Il Palazzo fu completato in 13 anni, nel 1936, quando si realizzò il secondo piano e l’annessa struttura absidata retrostante, quasi una lontana memoria di quell’antica abside di San Giovanni decollato non più visibile: un palazzo monumentale, romano della Roma Imperiale, classicista nella sua impostazione della linea e dei volumi, che seguì quel solco dell’ammodernamento stilistico, di ritorno agli antichi fasti italici, come emblema della grandezza di una Nazione.

Ma già nel 1928 si ebbe la sua solenne inaugurazione (seppur senza il suo piano superiore) alla presenza del Ministro dei Lavori Pubblici in persona, fatto che sottolineò l’importanza del nascente edificio delle comunicazioni: le testate giornalistiche dell’epoca evidenziarono la rilevanza dell’avvenimento che richiamò tutte le autorità cittadine e la popolazione festante, stimando la presenza di più di trentamila partecipanti; il Ministro parlò alla folla e dal Regio Palazzo delle Poste e dei Telegrafi inviò il primo ‘dispaccio’ ufficiale, dando così il via alle comunicazioni.

Ancora oggi quel ricordo della posa della prima pietra è custodito all’interno dell’edificio, in un vero e proprio ‘sacrario della memoria’: in quella che da uno sguardo sfuggente può sembrare una semplice colonna, in realtà è conservato il vero tesoro, visibile lateralmente da una finestrella, testimoniato frontalmente da una pietra recante l’incisione “XVII LVGLIO MCMXXIII”.

Un documento storico e tangibile del passato che riporta alla memoria l’importanza che, nel corso degli anni, ha ricoperto questo palazzo cittadino, deputato ad essere uno dei punti nevralgici della comunicazione del Regno d’Italia: un’importanza sottolineata anche dallo smantellamento dell’edificio religioso ivi presente, ritenuto un sacrificio storico necessario per una più alta missione ‘reale’.

La PAGINE SÌ S.p.A. ha recentemente ristrutturato questo edificio storico di alto valore con attenzione e rispetto del passato, per farne la propria sede: con il nuovo nome di PALASÌ riveste già il ruolo di centro propulsore di cultura, arte, partecipazione e sviluppo economico.

Per questo motivo da più di novant’anni, l’antica sede delle Regie Poste e Telegrafi trasformatasi nel cuore pulsante della comunicazione 2.0 veicolata dal World Wide Web, continua a perpetrare la sua storica funzione adeguandosi, però, ai tempi moderni della web communication.